Alfio Perissinotti Scrive sul Principe di Cavascura

Milano, 28 ottobre ’15

Gentilissimo Signor Giovanni Angelo Conte.

Ho avuto il piacere di conoscerla in occasione della Sua rappresentazione presso l’Hotel delle Agavi di Forio due settimane fa, al termine della quale è scaturito un lungo interminabile spontaneo applauso, da parte di tutti i presenti, nessuno escluso.

Molti hanno acquistato uno o più libri dei tre fino ad ora da Lei pubblicati, mia moglie ed io abbiamo acquistato il suo primo scritto “ IL PRINCIPE DI CAVASCURA” , nell’accomiatarmi, nel farLe le mie congratulazioni per la Sua bravura, ricordo di averLe detto che “se il suo libro era bello quanto Lei era stato bravo nell’intrattenimento”, una volta letto, giunto a Milano, l’avrei immediatamente contattata per farmi inviare gli altri due.

Ho trovato il suo libro talmente avvincente, bello ed interessante che per leggerlo ho impiegato diversi giorni, dal momento che dopo poche pagine sentivo il bisogno, ogni volta, di soffermarmi a riflettere sui contenuti e godere delle sue incomparabili e bellissime espressioni e spesso anche per asciugare qualche lacrima che mi impediva di continuare la lettura.

Prima di partire per Milano ho trovato presso una libreria di Forio gli altri due libri e anche se era mio desiderio riceverli direttamente con la Sua dedica come il precedente, li ho acquistati immediatamente.

Non ho dato ancora inizio alla lettura degli stessi in quanto, se sono “belli e interessanti” come il primo, desidero leggerli con assoluta tranquillità come il precedente, per poterne cogliere tutti i significati, ogni sfumatura di cui il suo modo di scrivere è piacevolmente intriso.

Ho 75 anni, (non sono perciò molto giovane) e fino ad oggi avevo, come tutti, i miei autori preferiti, in testa a tutti CARLO SGORLON, poi CESARE PAVESE poi via via gli altri, da oggi in testa alle mie preferenze c’è il suo IL PRINCIPE DI CAVASCURA il cui autore è riuscito a toccare le corde della mia sensibilità come nessuno prima era riuscito a fare …….. GRAZIE.

La invito pertanto, fino a quando riuscirà ad esprimere e trasmettere nei suoi scritti, i sentimenti e i valori espressi nel suo primo romanzo, a continuare a scrivere non solo per se stesso, ma anche per chi avrà la fortuna di leggerLa.

Nell’attesa di poter godere della lettura degli altri suoi scritti e nel ringrazziarLa per le sensazioni che mi ha trasmesso, colgo l’occasione per salutarLa.

Alfio Perissinotti

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